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DOCG · Annata 2020 · Bottiglia numerata a mano
Montefalco Sagrantino
DOCG
Il vitigno più tannico del mondo cresce su mezzo ettaro di vigna vecchia esposta a est: 11 filari, piantati tra il 2000 e il 2001. Da lì escono circa 2.500 bottiglie l'anno, e su ognuna scrivo il numero a mano — la firma di chi l'ha fatta.
Ci sono sere in cui serve un vino all'altezza: una cena importante, un piatto che chiede un compagno serio. Il Sagrantino è quel vino. Struttura, concentrazione, un tannino setoso che ti avvolge il palato e ci resta. Portalo a cena e sarà l'unico vino di cui si parlerà.
€30 /bott.
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La degustazione · con calma, come si deve
Occhio, naso,
bocca
L'occhio
Rosso rubino intenso, profondo e impenetrabile, con riflessi violacei. Con gli anni tende al granato, senza mai perdere quella densità che è la firma del Sagrantino.
Il naso
Bouquet potente: more e mirtilli in primo piano, poi prugna, spezie scure, cuoio e tabacco. Con l'evoluzione arrivano cacao amaro e una sfumatura balsamica. Il filo conduttore è la liquirizia, che attraversa tutto.
La bocca
Struttura imponente ma elegante. Tannini setosi — come carta vetrata da mille: sempre presenti, ma lisci e avvolgenti. La liquirizia torna nel finale, come masticare una radice. Persistenza straordinaria.
Come nasce · pazienza e assaggi quotidiani
Addomesticato
con pazienza
Fermenta in acciaio, a temperature basse — negli ultimi anni siamo scesi intorno ai 21-22°C, per tenere il frutto pulito. La malolattica parte spontanea, appena finisce l'alcolica.
Poi il legno: 12–14 mesi tra tonneau e botte grande da 12,5 quintali. Bastano — i tannini di questa vigna arrivano già vellutati. Il resto lo fanno l'acciaio e la bottiglia, fino ai 33 mesi minimi del disciplinare.
La scheda
Dalla cantina
Perché lo numero a mano?
Perché di bottiglie così ne facciamo poche, e ognuna è passata dalle nostre mani — dalla potatura all'etichetta. Il numero scritto a penna è il mio modo di dirti: questa la conosco, rispondo io.
Dopo che hai assaggiato il Sagrantino, ti rimane in mente: non c'è altro vino più potente di quello. Sei al massimo, sei in cima alla collina e ti vedi il panorama.— Giorgio Brunozzi
A tavola
- Porchetta alla brace — l'abbinamento che propongo io
- Piatti strutturati e carni importanti
- Formaggi intensi e grassi
- Selvaggina e brasati
★ È la seconda bottiglia perfetta da portare a cena: si colloca su un piano più alto e cancella ogni traccia dei vini precedenti.
Prima di comprarlo, vieni a berlo qui
Il Sagrantino si capisce tra i filari dove è nato