Chi siamo · una famiglia, una collina
Prima la
famiglia,
poi il vino
Mi chiamo Giorgio Brunozzi. La mia famiglia sta a Colle Arfuso da sempre, e da sempre qui si fa vino: prima per la tavola di casa, poi — dal 2005 — con il nostro nome sull'etichetta.
La cantina è ricavata dalla vecchia casa dei nonni. Quando entri, non visiti un'azienda: entri in una storia che continua. Dal cortile vedi la vallata — e senti le voci in cucina: mamma Fiorella è quasi sempre ai fornelli.
This is not a commercial operation — it's a family inviting you into their world.★★★★★
Ospite internazionale · TripAdvisor
I titoli di testa
Il cast di
Colle Arfuso
In ordine di apparizione
Mia madre Fiorella mi ha insegnato la frase che è diventata il nostro manifesto: vivere e creare con amorevole cura. Mio padre Giuseppe conosce questa terra come le sue tasche. Benedetta, mia moglie, mi supporta e — soprattutto — mi sopporta: fa la veterinaria, e in dote ha portato Grappa e Tappo. E Pietro, per ora, si allena a correre tra i filari.
★ Grappa & Tappo — vi aspettano in cortile
La storia, in date
Da sempre.
Poi, sul serio.
Il vino di casa
A Colle Arfuso la mia famiglia ha sempre fatto vino. Non per venderlo: per berlo, per offrirlo, per esserci. Il casale, la vigna, gli ulivi — tutto era già qui prima di noi.
Nasce l'azienda
Fondiamo l'azienda di produzione e iniziamo a firmare quello che facciamo. Non un punto di partenza: un punto di responsabilità.
Il primo Passito: 750 bottiglie
La crisi fa crollare il prezzo dell'uva. «L'uva si rovina, il vino no.» Decido di fare il vino invece di vendere l'uva: esce il primo Montefalco Sagrantino DOCG Passito, 750 bottiglie, numerate a mano. Numeriamo ancora così, bottiglia per bottiglia.
Arriva Pietro
A dicembre nasce mio figlio Pietro — lo stesso nome di nonno Pietro, quello che assaggiava gli altri vini e diceva: «È un po' sciapo». Il paragone, ovviamente, era col Sagrantino.
In conversione biologica
Vigna e uliveto entrano in conversione biologica: certificazione attesa nel 2028. Non per l'etichetta — per la terra che lasceremo a Pietro.
Il manifesto — tre verbi, nessuno slogan
01 Accolgo.
02 Ascolto.
03 Trasformo.
Accolgo chi arriva come si accoglie in casa: senza copione. Ascolto la vite e do solo ciò che serve — coltivare senza forzare è una scelta. Trasformo l'uva, le olive e le giornate in qualcosa che resta. E lascio ogni cosa migliore di come l'ho trovata: la terra, il tempo, e — spero — anche chi passa di qui.
La nostra firma · da sempre
Un abbraccio
di famiglia
A Colle Arfuso ti accogliamo con un abbraccio di famiglia. Qui ogni incontro è unico, come ogni grappolo d'uva che nasce da viti antiche, nutrite da stagioni diverse.
Siamo custodi e interpreti di questa terra viva e delle persone che la attraversano: ascoltiamo la natura che cambia, e chi arriva con domande nuove. Perché proprio nel cambiamento nasce l'identità, come il fiume che resta sé stesso solo perché l'acqua scorre.
È in questo fluire — di tempo, di vino, di relazioni — che nascono le connessioni vere, i ricordi che maturano, e le esperienze che trasformano.
Un abbraccio di famiglia,
Giorgio Brunozzi
Le storie si
raccontano a voce
Tutto quello che hai letto qui, tra i filari te lo racconto meglio. Con la jeep che scalda, il bicchiere in mano e le domande che vengono da sole.