← Tutti i vini · Scheda N.02
DOCG · Formato 0,5 L · Bottiglia numerata a mano
Montefalco Sagrantino
DOCG Passito
Il vino da cui è partito tutto. 2008: il prezzo dell'uva crollava, e io ho deciso che invece di venderla l'avrei trasformata. L'uva a settembre si rovina, il vino no. Le prime 750 bottiglie erano un Passito — questo.
Ci sono vini che chiudono una cena e vini che la trasformano in un ricordo. Il Passito è il secondo. La dolcezza c'è, ma il tannino del Sagrantino la copre e crea un equilibrio che ti lascia solamente la bocca buona: more, mirtilli, frutta fresca, e la liquirizia a chiudere.
€30 /0,5L
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La degustazione · con calma, come si deve
Occhio, naso,
bocca
L'occhio
Rosso rubino intenso tendente al granato, impenetrabile. L'appassimento concentra tutto: il colore ha una profondità ancora maggiore della versione secca.
Il naso
Ciliegie, confettura di frutti di bosco, more mature e mirtilli. Poi scorze di agrumi canditi, spezie, e il filo conduttore di casa: la liquirizia. Un naso pulito e diretto — come il passito che si faceva nelle damigiane di vetro dei nonni.
La bocca
Ti lascia solamente la bocca buona. La dolcezza è coperta dal tannino, che crea un equilibrio raro: pienezza armonica, velluto, struttura. E quel retrogusto di liquirizia che ti accompagna a lungo.
Come nasce · i graticci e la finestra
Sessanta giorni
di attesa
Le uve migliori riposano su graticci di legno in una stanza al primo piano della cantina, con la sola ventilazione naturale: dal 12 settembre circa fino al 10 novembre. Sessanta giorni in cui l'acqua se ne va e resta l'essenza.
Poi la parte che mi diverte: i grappoli scendono dalla finestra su uno scivolo di bigonzi forati, dritti nella pigiadiraspatrice. Fermentazione al caldo di novembre, 18-19°C, e poi solo acciaio: come il vetro delle damigiane dei nonni, l'acciaio lascia il vino pulito, diretto, elegante.
La scheda
Dalla cantina
Perché mezzo litro?
Perché il Passito non ha bisogno di quantità: ha bisogno di attenzione. Mezzo litro basta per chiudere una cena in bellezza — e per farti venire voglia di riaprirne un'altra.
Con il pecorino stagionato o con un Parmigiano Reggiano 24-36 mesi è una roba fotonica.— Giorgio Brunozzi
A tavola
- Pecorino stagionato
- Parmigiano Reggiano 24-36 mesi
- I classici tozzetti umbri
- Dolci secchi, mai troppo dolci
★ Il vino della domenica e della memoria — conosciuto per la dolcezza e l'intensità che solo il tempo può rivelare.
Prima di comprarlo, vieni a berlo qui
Il vino delle origini si racconta meglio in cantina